25.09.09

Zanzare, formiche, mosche e imprecazioni romane!

Posted in Più divertenti at 12:23 am by Gianfranco

Ma è assurdo! In questi giorni ho subito una rivolta del regno animale!

Niente roba di taglia grossa (forse vi devo raccontare di quella volta con l’orso e la carrucola, ma il mondo non è ancora pronto)… mi sono limitato a combattere contro le creature più piccole e bastarde, quelle che ti fanno venir fuori domande del tipo “Perché i Panda e i Diavoli della Tasmania e non quelle bestiacce di zanzare tigri??”

Sono loro le prime….. è da LUGLIO che mi shakerano le palle… e non se ne può più!
E mi sveglio e ne vedo una sul soffitto che aspetta che mi distraggo, e vado a letto e mi ronzano attorno, se sudo le attiro, se respiro troppo le attiro, se annaffio il bonsai le attiro,  apro le finestre perché fa caldo e mi siedo a vedere un film e non mi rialzo più perché hanno punto il Colosso alle caviglie… sono a SETTEMBRE e ancora ne vedo una ogni tanto! DOVETE ESTINGUERVI!!!!

Per tutti quelli che dicono robaccia come “ma sono una parte importante della catena alimentare”… ma piuttosto aumentiamo del 400% le popolazioni di coccinelle, se ne trovo una in casa la tentazione non è cercare di farne marmellata sulle pareti…

Dopo le Zanzare tigre (che tra l’altro mi sa che in qualche modo non esistono più le zanzare normali, quest’anno ne ho vista UNA solamente!) si passa a questo lunedì…

Perché questo lunedì? Perché parlo con le domande? Non lo so, ma questo lunedì, inspiegabilmente (e veramente vorrei qualcuno capace di spiegarmi questo fenomeno) la mia punto rossa in pausa pranzo è stata letteralmente RICOPERTA da un centinaio di formiche volanti!!

Le ho trovate SOLO sulla mia macchina… tutte alle 13:00 a friggersi su una punto rossa…metà morte dal caldo e l’altra metà pronta ad uccidermi…

Excursus: Io ci ho litigato da piccolo con le formiche volanti! Per chi non le conoscesse, hanno l’aspetto di formiche ma con le ali (sì lo so, ogni tanto la mia stima in voi è un po’ bassa) ma hanno la capacità di iniettare del veleno quando si trovano in situazioni particolari.
Ora, o sono particolarmente imbecilli, o sono particolarmente riottose, fatto sta che ogni volta che una formica alata vi si poggia addosso scacciatela via (molto meglio cercate di ucciderla subito), è un consiglio dato che anche il vostro minimo movimento del corpo le scatena e si rendono ostili…

Ora immaginatevi due tizi (stavo con un amico) in giacca e cravatta che si gettano in una macchina *bollente* il più velocemente possibile e non possono abbassare i finestrini… sì… sorridete piccoli bastardi…

Ho acceso la turbinosa e ho iniziato ad accelerare, verso i 50 Km/h… Una volta parcheggiato immaginatevi un tizio sempre in giacca e cravatta (indovinate chi?) che fa mosse strane con pugni, affondi e schivate per scampare alle più resistenti (solo 3 punture… phew)

Poteva essere finita qui?

E in questi ultimi 3 giorni che succede??? Il paese è schiacciato dalle mosche… Non ci credete eh? Come darvi torto ignari lettori, come darvi torto: http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=74399&sez=NORDEST

I liquami di pollo a quel contadino della Vallonara glieli metterei in una peretta ogni sera prima di andare a letto… altro che Amadori

27.05.09

27 Maggio, una giornata acquosa!

Posted in General, Più divertenti at 11:40 pm by Gianfranco

7:40: Sono abbastanza in catalessi in questa giornata calda e soleggiata…

Al suono della sveglia prendo coscienza di me stesso e sento la tipica secchezza delle fauci di uno che si è disidratato durante la notte…

“Ma cosa succede…” bofonchio con le labbra saldate una con l’altra, più carnose del solito, aride come dune nel deserto.
Mentre cerco di capire cosa sta succedendo mi accorgo di essere leggermente sudato e di respirare a fatica, l’aria attorno a me è fottutamente umida ed in stanza avrò avuto una temperatura superiore ai 35°C

Mi lancio sulla sveglia e con ben poca maestria mi metto a sedere… non riesco a capire come sia possibile eppure fa veramente quella temperatura e le mie labbra sono realmente più tutt’uno di qualsiasi tutt’uno (cit.).

Mi alzo brancolando nel buio in direzione della porta, nel farlo avanzo con il piede destro e quasi inciampo in una bottiglia… I miei sensi di ragno (quell’istinto di sopravvivenza, il risultato dell’evoluzione naturale di tutta la razza umana che mi porto addosso… ah ecco, riflessi, non mi veniva il termine tecnico)  me la fanno agguantare… è piena! In men che non si dica mi riprendo e mi allontano da quello stato troppo spinto di disidratazione.

Passano 30 secondi e sento che il corpo ha ripreso a regime il ciclo di Krebs… non me lo dice ogni singolo mitocondrio del mio ciclo metabolico ma un barlume di sicurezza rimette in sesto questo corpo.

Pensando a quanto la voce “Acquisto di un condizionatore per superare la notte” possa aver scalato la classifica di miei bisogni nell’arco di due giorni, apro la porta ed una ventata di fresco mi avvolge…

Guardo dal balcone; “Un’altra giornata calda, sono giorni che mi sveglio in cerca d’acqua, non si respira e siamo solo a Maggio” dico e nell’arco di una mezz’ora mi preparo e filo in ufficio allontanandomi il più possibile da quell’ombra sinistra e arida… 

Tutto procede bene fino alle 9:15, quando la tempesta più fottuta delle fottute tempeste di Maggio si abbatte su Molvena con manie di grandezze.

*Tunk!* si sente echeggiare nell’open space, mi guardo attorno… *Tunk!” non capisco cosa sia…. “Tunk!” sento una bestemmia veneta in lontananza … “Tunk! Tunk! Tunk!” La gente guarda in direzione del soffitto e le bestemmie aumentano, con un po’ di matematica di base capisco che sta per grandinare!
Avete capito bene, la mia riflessione sul balcone della mattinata viene spazzata via nell’arco di mezz’ora da una grandinata battente… chicchi grandi come noci si gettano a MIGLIAIA (MIIILLLLLE!) da minacciosi nuvoloni in un’accelerazione scellerata nel raggio di chilometri facendo un rumore pazzesco!

Esclamo con gioia “Ragazzi! E’ la prima volta in vita mia che posso usare precipitevolissimevolmente!”  ma purtroppo nessuno mi è riuscito a sentire con tutto quel casino… Guardo le loro facce incupite e non capisco bene le motivazioni… in fin dei conti noi eravamo dentro e il ghiaccio fuori…

Passano due minuti e la gente inizia ad alzarsi… le parole che riesco ad afferrare sono, nell’ordine: “Cazzo” “Macchina” “Grandine” … CAPISCO ANCHE IO! Sguardo serrato per 20 secondi! Noi sì che eravamo dentro, ma le auto erano erano fuori e chicchi di grandine grandi come noci le stavano colpendo più volte al secondo….

Dopo una mezz’ora la tormenta finisce, le porte dello stabile dove lavoro *non si riescono ad aprire* per quanta grandine c’è per terra!

Esito della mattanza: tutte le auto hanno riportato qualche abbozzatura, io sono stato una via di mezzo che comunque ne ha risentito parecchio sul cofano… che tristezza…  Mi sono messo a pensare ad un episodio di due anni fa; quando dissi fermamente di no ad un’assicuratrice mentre mi chiedeva se includere o meno un’estensione della polizza per disastri di questo tipo.

Ero stato forse ripagato per tutta quella sete? Ai posteri l’ardua sentenza… fatto sta che superato il primo impatto con il senso di bisogno di tutte le scemate che questa società materiale ti fa sentire come importanti, la cosa che mi premeva di più era verificare che il bonsai sul terrazzo stesse bene.
Per pranzo mi sono quindi fiondato a casa… lo vedo lì, bello come il sole nell’armonia che lo contraddistingue.
“Sei salvo” sospiro, e lo raggiungo facendo *ciaf* *ciaf* … Mi fermo… “Ciaf ciaf?” penso… “Ma come ciaf ciaf??” …. “MAPORCAPUTTANA” esclamo con garbo guardando il pavimento…

Il soggiorno era allagato!!! Noto che il pavimento è in leggera pendenza e seguo l’ondata d’acqua, che mi porta… vicino ad un termosifone (ma non è lui a perdere acqua), vicino ad una scatola (ma non è lei a contenerla), vicino ad un divano (ma non è un materasso ad acqua)….  fino ad arrivare proprio alla porta di casa!
Apro la porta e vedo che l’acqua fuoriesce dalla casa della vicina!!!

Suono il campanello ma non si sente rumore… “la corrente è saltata penso”, busso e mi apre una delle figlie che mi dice che è successo qualcosa e la cucina perde acqua (e che la corrente è saltata)! *GOSH*

Fanno del loro meglio per tamponare il piccolo torrente ed io tento di fare lo stesso col laghetto artificiale del soggiorno.

In un quarto d’ora finisce, almeno per me, l’avventura… Attenti a quando chiedete dell’acqua come ho fatto io, potreste scontrarvi con la natura  :O  .

 

P.S. per chi fosse interessato (fregauncazz, lo pubblico lo stesso) ecco il mio bonsai in tutto il suo splendore:

05.05.09

Un tranquillo martedì di paura

Posted in General, Più divertenti at 9:03 pm by Gianfranco

7:40: Sono abbastanza in catalessi in questa giornata calda e soleggiata… al suono della sveglia prendo coscienza di me stesso e sento il tipico intorpidimento dei muscoli di uno che ha dormito poco…

Ancora 5 minuti…” bofonchio con le labbra immerse nel cuscino; la mano viaggia da sola verso la sveglia, conosce la strada come un segugio ungherese di taglia media, e preme il tasto snooze (alias “rompi le palle un po’ più tardi”).

Inizio a fare profondi respiri pensando a quello che mi sarebbe aspettato durante la giornata… “hmm mmh mmhh mhhhmm mhmh mhmhmh” (senza cuscino si sarebbe sentito un “no, quel restore della macchina virtuale non lo voglio fare”).
Il corpo non mi seguiva in quelle azioni e più usavo il cervello più lui mi faceva capire con una specie di formicolio di dargli un po’ di tregua, mi annebbiava i sensi, mi chiedeva di richiamarlo tra un’oretta o due.

Continuo a girovagare mentalmente girando, saltando, cantando, garbazzando quando <<*tunz* *tunz* *tunz* *tunz* *tunz* *tunz* *tunz*>>… E’ ancora la sveglia, la relatività in tutta la sua durezza era tornata su di me: i cinque minuti erano passati senza concedermi il tempo di pensare a quale sia effettivamente la sottile differenza tra il Blu Ceruleo e il Blu di Perla.

La mano sa che non può più scherzare, con l’astuzia e la determinazione di una tigre albina del parco nazionale di Bandhavgarh affonda lo zampone sinistro su quel triste cumulo di elettronica.

Sento dove mi trovo, sento come mi ritrovo; sono a pancia sotto e sento un peso inimmaginabile gravare sulla mia schiena. “Non può essere” mi dico, accendo il cervello e rianalizzo la questione: sono a pancia sotto con un cuscino di un etto sulla schiena. “Ora posso farcela” faccio tra me e me sollevandomi, rigirandomi e mettendomi seduto.

Mi alzo, ormai il grosso è fatto, mi inciabatto e vago ad occhi chiusi verso la cucina. Faccio una colazione rapida, “breakfast of champions” penso tra me e me e butto giù un po’ di latte.

Mi do una lavata  e torno in camera da letto, inizio a volteggiare come superman in una cabina telefonica arraffando calzini, mutande, camicia e vestito. Nel giro di due minuti mi ritrovo pronto con solo la cravatta da scegliere.
“Prendo una delle mie preferite per caricarmi” bisbiglio scegliendone una blu con delle mini righe oblique… Mentre annodo un Half Windsor penso tra me e me “Sarà un blu ceruleo o un blu perla?” e vado in salone.

Prendo lo zaino col portatile, il portafogli, il cellulare e guardo le chiavi di casa appese vicino la porta.
Prendo un sorso d’acqua, esco fuori di casa e chiudo tutto. *SLAM*

Ecco… quello *SLAM* non era uno *SLAM* come tutti gli altri raccontano… un miliardesimo di secondo più tardi di quell’istante un tremito scuote la mia colonna vertebrale fino ad arrivare alle mani; diventano fredde e guardo la porta con la stessa espressione sconvolta che avrebbe un attore guardandosi le mani dopo aver commesso un omicidio.

Mi inizio a palpeggiare in zone non sospette (tutte le tasche che avevo a disposizione)… ebbene… I-Io… Io ho solo guardato le chiavi appese vicino alla porta… non le avevo prese!!!

Una singola espressione di disappunto echeggia per la tromba delle scale e si sparge per Marostica (” MAVAFF$%£%$£%$&%$/&$£!!!!!!!!!!!!!!!!!”) … le chiavi della mia auto erano nello stesso mazzo di quelle di casa.

Ero solo, 5 Km mi separavano dalla sede di lavoro… non avevo la bicicletta ma solo un paio di scarpe poco comode e uno zaino da 6 Kg sulle spalle.

Avverto che avrei ritardato, non spiego il motivo perché volevo godermi le risate ”a caldo”, quando l’avrei raccontato…

Non sapevo cosa dire, la strada era davvero più lunga del previsto; inizio la marcia alternando grasse risate ad attimi di lucidità dove pensavo a come risolvere il problema accompagnato dal *toc* toc* delle mie scarpe poco comode.

Passano 30 minuti ed arrivo in Diesel, inizio a sbeffeggiare ed essere sbeffeggiato su quello che mi è capitato e per un po’ cerco di dedicarmi al lavoro.
Passa un’ora ed il pensiero va alla porta di legno; come JD di Scrubs penso al piccolo tesoro che mi impediva di raggiungere.
“Mi serve uno adatto, mi serve un fabbro” dico ed in due minuti trovo due numeri possibili ed esco a telefonare.
Al primo tentativo mi risponde una signora veneta che mi invita a non richiamarla mai più; al secondo mi va meglio e mi convinco di aver trovato l’uomo che fa per me.
>”Salve, ho trovato il suo numero su internet, lei è un fabbro?”
<< “Beh mi occupo della lavorazione del ferro e lamiere.”
> “Ho un problema, mi sono chiuso fuori di casa lasciando le chiavi dalla parte sbagliata.”
<< “Uhhh… Ahi ahi ahi… ma come”
> “Ehh sì, me ne rendo conto”
<< “Ma la porta di che tipo è?”
> “Beh, mi sembra abbia delle belle rifiniture, poi non credo sia una serratura complessa, è un mono blocco”
<< “….. No ma… volevo dire se era in ferro o in legno.”
> “Ups! Ahem… in legno”
<< “Allora non ti vado bene io, farei troppi danni, dovresti chiamare un falegname.”

Sono le ultime agghiaccianti parole che sento da quello che credevo essere l’uomo che faceva per me.

Torno dentro un po’ incredulo e ricomincio a lavorare… passa un’ora e mezza ed in un’altra pausa trovo due numeri che dovrebbero essere falegnami del posto.
Esco e vado a telefonare; è stato rapidissimo, al primo numero non rispondevano e al secondo mi son trovato un signore (a giudicare dalla voce un po’ avanti con gli anni) che mi spiegava che l’officina non c’era più e che nessuno mi avrebbe potuto aiutare.

Con una vena di amarezza e la paura di passare una notte all’agghiaccio con una spalla slogata nel tentativo di sfondare una porta a spallate inizio a vagare per il parcheggio cercando una soluzione, arrivo fino ad un piccolo centro di carrozzeria ed autolavaggio nei pressi dell’ufficio, guardo l’insegna e penso a tutte quelle volte che avrei potuto portare la macchina a lavare da queste par…. HEY!!! Un momento!!! Ma io sono tornato l’altro ieri da Roma!!! Per pura combinazione ho lasciato una copia delle chiavi di casa NELLA MACCHINA!!!

Mi fiondo dentro, scorgo il carrozziere e lo raggiungo zompettando con la scaltrezza di un’antilope tibetana!
Spiego la situazione; “Tranquillo, ti capisco, a me è successo con una BMW, penso di potercela fare!”… Con gli occhioni lucidi mi metto d’accordo per incontrarsi alle 18. Mi reincammino verso l’ufficio; “Che fico” dico, “Sto per pagare qualcuno per scassinarmi l’automobile” e mi rimetto a lavoro.

*Fast forward alle 18:00*

Dopo un quarto d’ora d’attesa vedo arrivare il Carrozziere sulla sua auto di cortesia… una cornice di gentilezza lo avvolgeva.

Scende, gli da una pulitina, la parcheggia, e saltiamo su un suo furgoncino bianco per raggiungere casa mia.
Ci fermiamo, tira fuori una valigetta in legno color ciliegio che sembrava perfetta per contenere un fucile da cecchino. “E’ un professionista” penso, e andiamo sotto casa.

Arrivo lì e la porta esterna del garage è chiusa; dobbiamo entrare nell’anticamera dell’edificio dove avrei avuto accesso internamente al garage.

Mi metto a suonare alla vicina di casa, la prima volta senza successo, la seconda anche, passa la terza, si succede la quarta, alla quinta divento insistente, verso la sesta inizio a perdere la fiducia.
Stavo per far tornare il carrozziere a casa pensando a dove cavolo avrei potuto trovare un hotel a quest’ora quando dal balcone la vicina mi guarda e fa “Ah! Ma sei tu! Pensavo fossero i testimoni di Geova! E’ dal pomeriggio che suonano!”
Io incredulo la guardo e le urlo “CI SEI!!!! Fammi entrare per favore! Mi sono chiuso fuori!”

Ormai vedevo il traguardo, era possibile, mi sono fiondato nel garage portando lì il carrozziere che apre la custodia del fucile di precisione e tira fuori gli attrezzi da scasso.

Uhm… L’ho sempre fatto con le Fiat Punto a 5 porte… con le Punto a 3 porte sarà più difficile” dice, “sarà un successo” gli faccio di riflesso.

Osservo ogni suo movimento guardando con estrema pratica la teoria del principio di Archimede perfettamente applicata.

Una forzatina qui, una lì, una spostatina a sinistra, un’altra a destra e riesce ad irrompere nel veicolo dove posso prendere il mazzo della salvezza (non pensate male su) per tornare a casa e scrivere di questa avventura.

 

Tante risate… :D

07.03.09

Il solito viaggio imprevisto

Posted in General, Più divertenti at 9:50 pm by Gianfranco

Okay, dovete sapere che mi capitano sempre imprevisti assurdi… molto spesso mi chiedo se sono loro che trovano me o io che cerco loro… vabbè descriviamo un po’:

Sto facendo avanti e indietro con la macchina dalla vecchia alla nuova dimora quando mi telefona un amico e mi dice che ha bisogno della mia macchina per andare a Padova.

  • Ma ne ho bisogno” gli faccio io, “Ma ti presto la mia” mi fa lui.
  • Ma se ce l’hai che cavolo mi chiedi” gli faccio io, “Ma il problema è che la mia è decappottabile” mi fa lui.
  • E allora?” gli faccio io, “La capote è rotta e entra aria fredda” mi fa lui.
  • E quindi il freddo devo prenderlo io??” gli faccio io, “No, lo prenderei io, è che la mia ragazza si è ammalata e sarebbe una bella freddata gratuita” mi fa lui.
  • E VaF£%£$%$£!!!” gli faccio io, “Dopo ce vado, tranquillo” mi fa lui.

Vaaaabbè, evito sulle scuse impietose del tipo “dai, dato che ti presto la scala vai meglio con la decappottabile! La riempi dall’alto!“… vi giuro è da prendere a schiaffi giorno e notte, ma si ride spesso quando siamo assieme.

Ecco, superata questa breve introduzione, ho caricato scala e bagagli sulla decappottabile scappottata.
Dopo tutto questo il viaggio di andata (circa ore 16:30) è andato bene… c’era un bel freschetto ma nulla di fastidioso…

Arrivato a casa e sbaraccato tutto mi sono cimentato nel montare un punto luce con scala, lampadina, plafoniera e cacciavite (che Mac Gyver me la mandi buona).
Ho, come ogni persona mentalmente deviata che si rispetti: riattaccato la corrente, guardato in alto porgendo la mano in direzione della plafoniera, preso un respiro profondo ed esclamato “Sia fatta la luce!” pigiando l’interruttore alle mie spalle. :D - :D - :D

Poteva bastare? Oh oh oh, ovviamente no…
Così non pago di tutto questo e dei disturbi causati alla vicina (ce l’ho messa tutta per non fare casino, mi dispiaceeeee) torno in macchina e parto nel viaggio di ritorno.

ARGH! Freddo und Vento! Vento und Freddo! Per ovviare a tutto questo mi sono imbacuccato con un bomber nero tutto incappucciato…

Vi siete persi una punto rossa decappottabile (seh, stesso modello della mia ma con meno metallo e più tessuto) con a bordo uno vestito come un esquimese sfrecciare per le strade del Veneto! :D
Ecco, diciamo che ve lo siete persi voi, ma non un gruppo di persone che ho incontrato vicino ad un cinema -_-”’…  Gli ho fatto un saluto alla Fonzie e sono sparito nel Garage prima che le loro parole oltre che i loro sguardi sorpresi mi raggiungessero.

Foto uribile per testimoniare tutto questo (sembro un ninja… notare gli occhiali appannati per aumentare la difficoltà della guida -_-””) :

Abbiamo toccato Marzo ed ho appena ottenuto un buon piazzamento per Mr. Figura di merda 2009!
Alla prossima!

12.11.08

E tu che nano sei?

Posted in Più divertenti at 11:30 pm by Gianfranco

Una risata dopo l’altra…

Il nano cuoco: mestolo
il nano calzolaio: sandalo
il nano sarto: scampolo
il nano falegname: truciolo
il nano dei nani: mignolo
il nano veneziano: gondolo
il nano celibe: scapolo
il nano biricchino a letto: cigolo
il nano asiatico: mongolo
il nano malato: embolo
il nano in fin di vita: rantolo
il nano camorrista: cutolo
il nano lanaio: gomitolo
il nano bambino: pargolo
il nano sempre raffreddato: mocciolo
il nano orologiaio: pendolo
il nano orafo: ciondolo
il nano verduriere: broccolo
il nano barocco: fronzolo
il nano più dotato: merolo
il nano tenerone: coccolo
il nano con alito fresco: mentolo
il nano fastidioso: spigolo
il nano olandese: zoccolo (e sua sorella?)
il nano sempre confuso: brancolo
il nano letterato: Pascolo
il nano teenager: brufolo
il nano violinista: tremolo
il nano comunista: avantipopolo
il nano maiale: truogolo
il nano nascosto: cercalo
il nano caseario: provolo
il nano ingegnoso: dedalo
il nano centometrista: prendilo

Fino a qualche settimana fa mi sentivo molto mocciolo! E voi?

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